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La legge n. 178 del 30 dicembre 2020 sull’utilizzo delle targhe e dei documenti originali in caso di reimmatricolazione di veicoli storici, ribadito nell’art. 93 del Codice della Strada, permette il recupero delle targhe di prima immatricolazione per i veicoli storici. Quello che manca per renderlo operativo è il Decreto dirigenziale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che stabilisce costi, criteri e modalità di rilascio. Il Decreto dovrebbe però vedere la luce nei prossimi giorni, almeno questo è quello che ha dichiarato il viceministro Alessandro Morelli in risposta dell’interrogazione parlamentare dell’on. Giovanni Tombolato della Commissione Trasporti della Camera e dell’Intergruppo Parlamentare per i Veicoli Storici, per sapere quali siano le ragioni del ritardo nell’adozione del decreto attuativo.

I ritardi sarebbero – come riferito dal Vice Ministro – di natura tecnica riferiti allo stampaggio, qualità dei materiali impiegati (nello specifico si era parlato della captazione dei fumi nocivi per lo stampaggio a caldo delle targhe in plastica o resina, in grado anche di sviluppare diossine) che aveva fatto consigliare l’esecuzione di targhe “storiche” in solo lamierino di alluminio stampato a freddo. Ma considerato che lo spirito della norma era di rendere il veicolo quanto più conforme all’originale, prevedendo l’uso di materiali e di scritte originarie della targa storica, “gli uffici del Ministero hanno chiesto nuovamente all’Istituto la fattibilità e il prezzo di targhe realizzate con materiali compatibili con la tipologia e la natura delle targhe storiche” ha spiegato il Viceministro accennando anche a un’esigenza di carattere filologico con materiali e grafiche coeve alla vetustà dei mezzi.

Il 18 marzo 2022, il Poligrafico ha comunicato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la disponibilità a realizzare quanto richiesto in plastica termoformata, “segnalando tuttavia di non disporre dei prototipi di targhe prodotte prima dell’anno 1971 e richiedendo pertanto la fornitura di prototipi o documentazione fotografica che ne consentano la riproduzione”. La Direzione generale per la Motorizzazione, su indicazione dello stesso Viceministro Alessandro Morelli si è quindi attivata per reperire ogni utile documento storico, normativo e fotografico così da fornire al Poligrafico il necessario supporto. “Una volta completata tale attività di ricerca, che ad oggi pare ormai compiuta e ottenuto il visto di congruità da parte dei competenti uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze sui prezzi di vendita delle targhe, sarà tempestivamente adottato il decreto dirigenziale che darà concreto avvio alla procedura” ha quindi concluso Alessandro Morelli.

I costi? Ancora non sono noti, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – in qualità di responsabile della produzione delle targhe in quanto carte valori – aveva quantificato il costo in 300 euro per le auto e 150 per le moto, ma riferito alla produzione di targhe in alluminio e non in plastica.

I tempi inerenti il Decreto non sono stimabili, ma la speranza è di vederlo pubblicato prima dell’estate.

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