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Buone notizie per i possessori di auto storiche in Piemonte. È stato accolto il ricorso straordinario presentato dall’Asi, Automotoclub Storico Italiano, contro le limitazioni della circolazione veicolari stabilite dal Comune, dalla Città metropolitana di Torino e dalla Regione Piemonte nell’ottobre 2019: misure trancianti che, in buona sostanza, prevedevano il divieto assoluto di circolazione per le auto storiche. Sarebbe stato perfino impossibile recarsi in officina, o partecipare a manifestazioni di settore, anche al di fuori dal territorio regionale.

Tale istanza era stata presentata a fine 2019 e già nei mesi successivi le istituzioni piemontesi avevano recepito le motivazioni della Federazione varando la Legge Regionale del Piemonte 27/2020 per la “Valorizzazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico”. Il Presidente della Regione Alberto Cirio e l’Assessore all’Ambiente Matteo Marnati avevano dimostrato sensibilità e buon senso incoraggiando e sostenendo la stesura della legge e il recente parere del Consiglio di Stato – quale organo giurisdizionale e massimo giudice speciale amministrativo – ha ulteriormente avvallato in maniera inconfutabile le motivazioni dimostrate dall’Automotoclub Storico Italiano portando il Presidente della Repubblica ad accogliere il ricorso.

Sostanzialmente, ASI ha evidenziato come il numero di veicoli storici certificati rispetto al complessivo di quelli circolanti è esiguo. Di conseguenza mancherebbe il principio di proporzionalità e adeguatezza rispetto a un divieto che sembra effettivamente fuori contesto. Per l’uso che viene fatto di questo tipo di auto, le emissioni nocive sono contenute. Il grosso delle emissioni è relativo a vetture anche recenti, e questo problema non è da imputare ai veicoli storici quanto allo scarso ricambio del parco vetture utilizzato dai cittadini italiani. Le storiche certificate, per loro natura, hanno solitamente un chilometraggio limitato nel tempo. C’erano poi violazioni della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, in particolare negli ambiti della libera circolazione, della proprietà e della tutela dei valori storico-culturali. Il Consiglio di Stato ha accolto anche queste, annotando che i veicoli forniti di Certificato di Rilevanza Storica avrebbero meritato una regolamentazione differenziata. Aggiungendo che risulta dimostrato che l’impatto emissivo dei veicoli storici è da ritenersi scarsamente apprezzabile.

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